Sull’insicurezza, i paragoni, e come smettere per sempre.

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Ci sono donne meravigliose che la mattina si svegliano e vedono la luce, in tutti i sensi. Iniziano la giornata sorridendo perché sanno che tutto andrà per il verso giusto, e se non andrà amen: faranno il possibile per sistemare quello che possono.

Poi ci sono donne altrettanto meravigliose che la mattina si svegliano ed è quasi sempre sera. Si guardano allo specchio e sanno che dovranno parlare a voce più alta di quella interiore che costantemente le butta giù, nell’abisso del “non sei abbastanza brava, non sei neanche così bella, e non hai minimamente idea della direzione che vuoi dare alla tua vita”. Ecco, è su queste donne meravigliosamente insicure che mi vorrei soffermare. Quelle che sono bravissime a fare tutto, ma hanno un talento particolare quando si tratta di sabotarsi da sole. Grandissime!

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Ho fatto parte di questa categoria per molto tempo. In particolare avevo questo simpatico problema: il confronto. Tutti erano migliori di me. Tutti e tutte. L’insicurezza è una grandissima stronza perché ti fa vedere le cose sotto una luce positiva quando si tratta delle vite degli altri, ma la luce si spegne quando si tratta di analizzare la tua. Mi ero dimenticata di parlare tre lingue, di essermene andata per la prima volta di casa a 18 anni per volare Oltreoceano a inseguire sogni. Avevo dimenticato il valore della mia persona. Avevo dimenticato la gavetta fatta per arrivare fino a dove sono ora, che non sono arrivata da nessuna parte ma faccio il lavoro che desideravo fare. Avevo dimenticato le parole di chi mi vuole bene, buttando in faccia alle persone che mi circondavano tutta la mia insoddisfazione. Dimenticando anche quanto male potesse fare loro vedermi così.

Per anni mi sono svegliata la mattina pensando di non essere abbastanza… niente. Abbastanza bella, abbastanza intelligente, abbastanza forte, abbastanza qualsiasi aggettivo. Poi però è successa una cosa.

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Una mattina sono andata a correre per la prima volta nella mia vita. Ho fatto schifo, penso di aver corso 5 minuti e camminato per 25 (e ora parlo di fitness, guarda un po’). Ma mentre ascoltavo la mia playlist, mi sono fatta scorrere la vita davanti agli occhi. La mia. Dovevo guardarla da fuori. Era difficilissimo, ma dovevo guardarla da spettatore e così ho fatto.

E da qui ho fatto una lista di punti che senza girarci troppo intorno sono i seguenti e che (garantisco) mi hanno aiutato moltissimo:

– Quando paragoni la tua vita con quella degli altri, non hai dati a sufficienza. E le comparazioni si fanno quando hai tutti i dati alla mano, altrimenti sono da considerarsi nulle. Delle vite degli altri non sappiamo niente, per cui il paragone non è valido. Caso chiuso.

– I paragoni sono sempre ingiusti: 9 volte su 10, stai paragonando qualcosa di negativo di te stessa con qualcosa di positivo degli altri. Non vale. Così è giocare scorretto. Contro sé stessi.

– Pensa se qualcuno stesse facendo la stessa cosa: paragonare la sua vita alla tua, pensando che la tua è perfetta. Che risata ti faresti? Ecco. Sonora.

– Ci sarà sempre qualcuno migliore di te. Ma ti assicuro che ci sarà sempre qualcuno di molto, molto, peggiore. Si chiama statistica, e chi sei tu per remare contro alla statistica?

– Il paragone più bello che puoi fare è quello con te stessa. Paragona quello che eri con quello che sei: ti accorgerai da sola di quanti passi avanti hai fatto e di quanti ne stai facendo.

– Quando ti lamenti di non essere abbastanza, domandati sempre “per chi?” e vedrai che non saprai risponderti. Non sei abbastanza bella per chi? Abbastanza brava per chi? Per i massimi sistemi? Per la società? Boh. E ricorda che la risposta “per chi mi vuole bene” non conta. Alle persone che ti circondano vai benissimo così come sei, altrimenti non sarebbero lì.

– Dicono sempre che quando torni a casa la sera, aiuta anche scrivere qualcosa di bello che hai fatto durante la giornata. Io dico che vale anche scrivere qualcosa di bello che hai fatto per te stessa, e non solo per gli altri.

– Tieni a mente che quando hai bisogno di una mano la trovi alla fine del tuo braccio. Se sei la prima a non dartela, andrai a fondo abbastanza velocemente.

– Quando dici di valere zero, ricordati che stai buttando via il rispetto per te stessa e per tutto quello che hai portato a termine nella tua vita fino ad ora.

– Quando ti senti uno schifo, non lamentarti e passa all’azione. Banalmente: vuoi perdere due chili? Esci a correre. Ma fallo per te stessa, per migliorarti. Non perché devi rispettare un canone.

Il vino aiuta. 

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