Sri Lanka: la mecca buddista dalle foreste incontaminate

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O anche: il Paese degli elefanti e delle tartarughe giganti

Inizio partendo da un fatto: ciò che è successo in Sri Lanka quest’anno mi ha lasciato un enorme senso di tristezza, principalmente per due motivi: il primo è che in Sri Lanka convivevano pacificamente tre religioni diverse, ed era un esempio di grande civiltà e capacità di rispettare ogni cultura.

Il secondo è che lo Sri Lanka viene definito la Svizzera dell’Oceano Indiano: non solo è pulitissimo, ma gli abitanti hanno molto a cuore la loro flora e fauna. Sono persone dall’animo buono e gentile che, a differenza di altre culture dell’area, hanno aperto molti centri per salvaguardare i loro animali e proteggerli dagli Oceani inquinati. Non mi capacito di come qualcuno possa anche solo pensare di colpire un popolo simile.

Spero davvero che i singalesi si rialzino e tornino, anche se a fatica, a sorridere come gli ho sempre visto fare. Sempre, nonostante la guerra che ha messo in ginocchio l’economia e che è finita soltanto nel 2009, dopo 25 anni (un gruppo di separatisti e terroristi ha cercato di dichiarare indipendente il nord dell’isola e penderne il controllo, scontrandosi con il governo. In 25 anni sono morte 100.000 persone, il governo è riuscito a vincerli e le tigri Tamil hanno dichiarato la sconfitta il 5 agosto del 2009). I singalesi sono forti, forti della loro fede buddista e forti della meraviglia del loro Paese. Anche questa volta, si rimetteranno in piedi.

Lo Sri Lanka l’ho visto quasi tutto, ad eccezione delle punte più a nord, che è però possibile fare se si hanno a disposizione almeno 15 giorni (io ne avevo 12). Qui, la guida sentimentale alla perla dell’Oceano Indiano.

Commozione

Namasté, Namaskar: già solo il saluto dei singalesi è un augurio di pace. Per salutarsi congiungono le mani davanti al petto e fanno un piccolo inchino con il capo: è un saluto spirituale, perché dovete sapere che nell’ex Ceylon (lo Sri Lanka era un tempo la colonia portoghese/olandese di Ceylon, da qui il nome “singalesi”, abitanti di Ceylon) la spiritualità è tutto. Le loro azioni sono guidate dalla profonda fede buddista, tra cui la straordinaria capacità che hanno nel mantenere la calma. Sono sempre calmi, e quando dico sempre, dico sempre. La calma è la base del loro modo di parlare, vivere, pensare: credo che tanto dipenda anche dal fatto che meditano moltissimo, non gli è imposto, ma per loro è parte integrante della loro routine, un po’ come per noi fare colazione. Su questo sono da prendere a esempio. Non urlano mai, non si scompongono mai, non un cenno di nervosismo.

Ciò che mi ha fatto letteralmente commuovere è stato vedere come trattano i loro animali. Una volta atterrati a Colombo, dirigetevi verso Galle (splendido forte Olandese a picco sull’Oceano) e fate un primo pit stop al Kosgoda Sea Turtles Conservation Project: qui lavorano diverse persone, tra veterinari e volontari, che si occupano di salvare le tartarughe di tutte le dimensioni dalle maree che le sbattono violentemente sugli scogli danneggiandole e dall’inquinamento del mare. Vedrete moltissime vasche piene di tartarughe in riabilitazione, mentre sulla spiaggia vedrete quelle che sono già in via di guarigione, pronte a tornare nel mare. Uno spettacolo incredibile. Inoltre, vedrete una vasca dedicata alle straordinarie tartarughe albine.

Kosgoda Sea Turtle Conservation Center

Una volta usciti dal Kosgoda, via verso la città/fortezza di Galle. Dovete sapere che lo Sri Lanka è stato poco battuto dal turismo, quindi è una terra completamente immersa e circondata dalla foresta, incluse le strade statali: non è così strano guidare sorpassando un elefante (si muovono liberamente e sono perfettamente integrati con gli abitanti: non è raro vedere bambini correre fuori da scuola e schivare un elefante di passaggio come se niente fosse). Alcuni punti sono segnati dal passaggio dello tsunami del 2004, che lo Sri Lanka ha subito pesantemente: sono morti migliaia di cittadini in corrispondenza della costa e della città di Galle. Ciò detto, Galle è una delle città fortificate costruite in Asia dagli Europei più bella che ci sia: una piccola Amsterdam tropicale che all’inizio è straniante, ma il mix è molto affascinante. Ah: qui c’è l’importantissimo stadio dove si tengono le più importanti partite di cricket, sport nazional popolare. Se passate da qualsiasi piazza di Galle, vedrete orde di ragazzini che ci giocano: l’equivalente del calcio per gli italiani.

La città di Galle

Un altro centro che dovrete assolutamente vedere si trova a Udawalawa, la regione degli elefanti. Qui, oltre a un safari tra bufali e ghepardi, consiglio di visitare un centro che si occupa di riabilitare gli elefanti che sono stati vittime di bracconieri e i cuccioli che hanno perso la madre sempre a causa dei bracconieri. In particolare c’è un enorme e vecchissimo elefante capace di infilarsi e sfilarsi da solo, all’occorrenza, la protesi studiata per lui dal centro con l’aiuto di una clinica veterinaria europea. Vederlo all’opera è davvero impressionante, ma la protesi della zampa è ancora più impressionante, poiché consente all’animale una varietà di movimento incredibile nonostante la sua mole e il suo peso. Passateci la mattina prima del safari, quando i cuccioli si svegliano per la colazione: Udawalawa Elphant Orphanage.

Elephant Orphanage (Img David Sheldrick)

L’interazione tra uomo e animale è uno dei motivi principali per cui ho amato questo Paese. E vi assicuro che non è banale, basti pensare a come altri popoli trattano la loro flora e fauna (da noi stessi ai thailandesi e molti altri).

Armonia

Tutti i Paesi buddisti hanno i templi, ma in Sri Lanka c’è il fulcro della vita di ogni buddista: il tempio del dente di Kandy. Qui, buddisti da ogni parte del mondo arrivano in pellegrinaggio, poiché all’interno dell’altare principale è custodita l’unica reliquia del Buddha, cioè un suo dente. Il tripudio di fiori sull’altare e di fedeli buddisti lascia senza parole e genera una profonda sensazione di calma: la preghiera dei buddisti sembra più una riflessione con dio, un dialogo privato tra sé e il Buddha, il silenzio è sovrano, molto lontano dal concetto di preghiera collettiva di altre religioni.  

Un pezzo dell’altare del tempio del dente

Ma l’armonia è anche data dalla vista regalata dall’interazione tra la foresta tutt’intorno e la vita cittadina, la capacità dei singalesi di vivere insieme alla natura senza distruggerla o disturbarla in alcun modo. Basta uscire dal centro città di pochi km per essere immersi di nuovo nel verde tropicale di una foresta degna di Mowgli. Se vi capita, prendete una barca e fate un giro sugli enormi fiumi ricoperti di mangrovie e addentratevi tra le fronde: troverete un vero e proprio mondo sull’acqua, inclusi alcuni baracchini fluttuanti che vendono gelato o dove i pescatori puliscono i pesci. È qualcosa di magico. Anche prendere la ferrovia e percorrere tutta la via del tè è una bellissima esperienza, ma il viaggio fino a Ella e la regione del tè dura tre ore (di panorami bellissimi, ma tre ore di treno sono lunghine).

La foresta in Sri Lanka

Potenza

Anche l’ingresso a Sigiriya, con i suoi giardini curati, i resti delle dimore e il sistema dei canali d’acqua dell’epoca di re Kasyapa (477 D.C) trasmette un senso di quiete profonda, prima di trovarsela davanti: pensare di salirci all’inizio fa tremare le ginocchia, ma è qualcosa di fenomenale, potentissimo, in lizza per diventare l’ottava meraviglia del mondo (già definita tale da diverse guide, commissioni ad hoc ed esperti di viaggio). Si tratta di una roccia a dir poco gigantesca, un pezzo unico la cui sommità è stata livellata per costruirci il palazzo del re. Solo loro sanno come accidenti hanno fatto, nel 477, a livellare una roccia di simile altezza e a farci sopra un castello. Addirittura il secondo palazzo, quello secondario posto al “piano terra”, è scolpito dentro alla roccia. Arrampicare sulla cima verso la porta dei Leoni fa paura se si soffre di vertigini, lo ammetto. Ma gli spettacolari affreschi che si trovano sulla roccia (come, come riuscivano a decorare le pareti a quelle altezza?) e la vista dalla cima su tutta l’isola dello Sri Lanka a 360 grandi valgono davvero la pena. 

Sigiriya

Mentre moltissimi turisti visitano Sigiriya e si focalizzano soltanto sul sito archeologico, dovete sapere che lì vicino, fuori dalle strade più battute, c’è un’altra cosa che va assolutamente vista (chiedete, se avete preso la guida, di portarvici. Oppure domandate ai locals dove si trova): il tempio di Dambulla, scolpito interamente nelle grotte. Praticamente è un tempio di roccia (se avete in mente quelli thailandesi, siamo lontani anni luce: qui si tratta di templi ancora più antichi, si parla del primo secolo A.C, la roccia era il primo materiale disponibile) che si snoda lungo 5 grotte raccontando la vita di Buddha. L’effetto è pazzesco: immaginate di trovarvi nei pressi di una grotta, di entrarvici e ritrovarvi un tempio (un vero e proprio tempio, con statue e altari) nascosto. Tra cui un Buddha di 15 metri. Scolpito direttamente nella pietra. Cioè, non so se mi spiego: non è stato costruito e messo lì. È stato scalpellato nella pietra di una roccia. Credo che la differenza principale tra questo tempio e tutti gli altri templi buddisti sia proprio questa: il fatto di non essere stato costruito ma ricavato da una montagna. E la montagna diventa quindi l’assurdo tetto dell’edificio.

Il tempio nella roccia di Dambulla

Sempre a proposito di potenza, se siete fortunati potreste riuscire a vedere uno degli animali più rari dell’universo: la tigre. La tigre è il punto più alto della catena alimentare: questo significa che se vi avvicinate ad una tigre, siete automaticamente morti, per cui (ma questa regola vale per tutti i safari) NON SCENDETE MAI DALLE JEEP. La tigre non ha predatori in natura a parte le armi dell’uomo, è definita un predatore alfa, è enorme, ma purtroppo ce ne sono davvero pochissime. Non solo l’animale è diffuso soltanto in alcune zone dell’Asia come Sri Lanka, India, Birmania e Laos, ma a causa della caccia alla tigre in voga dall’800 ai primi del ‘900, moltissime specie di tigre si sono estinte e delle specie attuali ne sono rimaste ben poche. Un’altra grande opera per cui dobbiamo ringraziare l’uomo è dunque questo massacro, uno scempio che andava di moda per esporre con fierezza le esotiche pelli di tigre nelle case dei nobili europei.

A conclusione, consiglio lo Sri Lanka a chi ha voglia d’avventura e ha uno spirito wild. Se siete tipi da relax in spiaggia, a mio avviso lo Sri Lanka non fa per voi: piuttosto puntate sulla Thailandia o l’Indonesia, perché credo che qui la natura sia ancora così incontaminata che è un vero peccato soffermarsi sulle spiagge. Trasformatevi veramente in Mowgli e vivete le foreste, arrampicatevi su rocce spettacolari, scoprite templi nascosti, osservate gli animali allo stato brado, tornate alla nostra forma originale.

 

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