Guide & consigli

Breve guida di inizio anno

È iniziato il 2020. Ho fatto log in sul blog. Non lo facevo da settembre. Sono una scribacchina digitale sconsiderata, ma sono felice di sapere che i workout in PDF e gli schemi alimentari continuano a essere scaricati con una cadenza mensile impressionante: spero vi siano stati d’aiuto!

Ciò detto, io devo fare prima una confessione e poi dare una buona notizia: non mi sono allenata per ben due mesi MA a metà anno finirò finalmente questa seconda parte di brevetto e potrò tecnicamente allenare e creare le schede personalizzate. Olè!

Torniamo però al qui e ora. L’anno è cominciato, io devo riprendere in mano l’allenamento e un’alimentazione decente (non che non lo sia stata, ma un minimo di detox post feste e viaggi va fatto) per cui metto insieme una mini guida utile per chi come me vuole iniziare l’anno utilizzando gennaio come mese per fare reset e restart.

  1. Fare il Dry January. Perché il nostro fegato ringrazierà dopo un mese senz’alcol. Perché rimuoviamo tossine a pacchi. Perché poi sarà più facile limitare l’alcol a un paio di volte la settimana. Easy as it sounds. I più temerari lo facciano anche con la caffeina, bevendo tisane al posto del caffè.
  2. Bere tutte le mattine due tappini di aloe vera sciolta nell’acqua prima di colazione perché ha un effetto detox potentissimo sull’intestino. La mattina, a stomaco vuoto, prima di colazione. Io uso questo.
  3. Iniziare il “Meat Free Monday”, quindi per un giorno alla settimana non mangiare né carne rossa né bianca (in questo caso uso soia o tofu come proteine) ed estendere la cosa a formaggi, latte e uova (quindi latte di soia al posto di quello vaccino nel caffè).
  4. Ascoltare la Cinica e prendersi cura della circolazione che è la principale causa della cellulite, per cui, prendiamoci dieci minuti al giorno per stare con le gambe sollevate contro il muro a fine giornata e se stiamo tutto il giorno alla scrivania valutiamo di acquistare il benedetto poggiapiedi che costa dai 10 ai 50 euro. Io uso quello di Amazon Basic. E spariamoci sto getto di acqua ghiacciata sulle gambe a fine doccia che funziona sempre e si deve soffrire soltanto per tre minuti.
  5. Dire addio ai super alcolici PER TUTTO L’ANNO. Personalmente ho scelto di campare di vino rosso che a differenza degli altri alcolici non ha solo calorie “vuote” e senza nutrienti, ma qualche funzione benefica la svolge (antiossidante, antibatterica antinfiammatoria). Qui lo dico e qui lo nego. Sì al Chianti. Al Barolo. All’Amarone o quel che vi pare. NO al Long Island (380 calorie), NO al Moscow Mule (210), NO al Margarita (210), ecc.
  6. Non saltare mai più i pasti, anche quando dobbiamo correre in riunione alle 14, perché RALLENTA IL METABOLISMO.
  7. Se siete iscritti in una palestra con sauna, fatela un paio di volte a settimana. Per una quindicina di minuti. Migliora la circolazione e ci fa rilassare, abbassando i livelli di cortisolo che è l’ormone dello stress (e che fa ingrassare).
  8. NO alle cose tipo detox liquido di tre giorni, perdere due chili in cinque, “dieta del frullato” e similari.
  9. Se vi siete sfondati di alcol alle feste di dicembre, fare un ciclo di fermenti lattici è una buona idea per riequilibrare la flora intestinale (che l’alcol distrugge). Chiedete al medico/farmacista. E mangiamo lo yogurt che è pieno di probiotici.
  10. NON cominciamo con la solita solfa del cardio. O meglio, sì al cardio ma non al cardio e basta. Ricominciare con i pesi. SE avete le culotte de cheval (adiposità localizzate tra fianchi e coscia, all’altezza dei glutei), sappiate che più i glutei sono tonici e quindi “alti” e meno le culotte spingeranno in fuori. In questo articolo, sempre della Cinica, è ben spiegato cosa sono le culotte de cheval e perché si formano. Quindi sappiamo già cosa bisogna fare (nelle prossime settimane comunque preparo la scheda glutei che uso io per evitarle).
  11. Fare un detox mentale è utile e semplice: basta essere positivi. Simpatici. Poco stronzi con il prossimo. Anzi consiglio un atto di altruismo random, ad esempio: incredibile quanto bene faccia.
  12. Credo che imparare qualcosa di nuovo o rispolverare ciò che avevamo messo da parte sia FONDAMENTALE per non alienarsi dietro agli impegni e al lavoro. Io ad esempio ho ripreso in mano i tarocchi. Mi piace fare le carte. Le tengo in borsa pronte all’uso. Così quest’anno mi sono iscritta a un corso e mi sono comprata proprio un libro per studiare. Roba da matti, mi ha detto qualcuno (che però mi ha chiesto una lettura a fine corso, “così, per vedere come funzionano…”), però chissene frega. È una roba mia. Che piace a me. E ciao. Buon anno.

5 commenti

  1. Il punto 11 è il mio preferito.
    Mentre per quanto riguarda il fisico ci preoccupiamo molto, c’è ancora poca attenzione alla ‘salute mentale’.
    Incredibile come la vita funzioni, in questo caso come uno specchio (se le sorridiamo, lei ci sorride). E indescrivibile è la forza di un seme d’amore, donato al vento per fiorire nei cuori altrui.

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  2. Il volontariato è sicuramente un’ottima esperienza, che arricchisce, ma non è fondamentale per donare amore agli altri.
    Sotto certi aspetti, viviamo in una società grigia, infima e materialista; non esistono associazioni che assistono chi non riesce a dar voce al proprio urlo di dolore.
    Ma accanto a chi genera vortici e tempeste, sono presenti delle persone rare e speciali che portano il sole nella nostra vita.
    L’arcobaleno non è un miraggio, dopotutto. L’arcobaleno non è un sogno. È un nostro diritto.
    …Ma anche un nostro dovere…

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    1. Sono d’accordo in parte. Nel senso che ci sono persone che hanno la fortuna di avere accanto qualcuno quando stanno male o stanno bene. E ce ne sono altre che non hanno nessuno. Ed è qui che interviene il volontariato, perché per alcuni è fondamentale (penso agli anziani o ai bambini, o comunque persone non autonome che magari si sono anche trovate sole). Sono però molto d’accordo che se nella giungla degli impegni riesci a trovare il tempo per fare del bene, ma poi con le persone che ti stanno vicino sei un egoista (o sei stronzo, o sei poco disponibile, o come vuoi) allora in quel caso non è con il volontariato che puoi sentirti “a posto”. Ma se sei coerente con ciò che predichi, il volontariato ben venga! 😉

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